Trebbiano di Romagna
L'origine della sua coltivazione in Romagna è antica, sembra risalire addirittura al periodo degli Etruschi e dei Romani, quando vennero impiantati i primi vitigni di Trebulanus – così il vino era chiamato in età romana.
Plinio il Vecchio riserva ampio spazio ai vini romagnoli e al Trebulanus nella sua enciclopedica Naturalis Historia, mentre l'agronomo Pier dè Crescenzi nel 1305 scrive: "c'è un'altra specie di uva, detta Tribiana, che è bianca con acini tondi, piccoli ed abbondanti, che in giovane età non dà frutto ma crescendo diventa feconda".
Dall'antico ceppo di Trebbiano è nata una famiglia di vitigni, alcuni dei quali strettamente imparentati, coltivati largamente in Italia e anche all'estero, in certe aree di Francia e California.
Oggi, della produzione che ogni anno la Romagna invia in tutto il mondo, una buona parte spetta al vino Trebbiano di Romagna, utilizzato in questi ultimi decenni anche come vino base per spumanti metodo Charmant.
Il 31 agosto 1973 è riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata. Viene ricordato da Plinio nella sua "storia Naturale" ed è il "Trebulanus" portato dai legionari romani. Molto probabilmente era già noto agli etruschi. A metà del 1300 il Trebbiano è riportato nell'elenco dei vini che rifornivano diverse famiglie nobiliari, e ciò significa che era considerato degno di figurare nei pranzi di maggior pregio.

Abbinamenti a tavola
Il suo profumo ricorda sentori floreali, erbe e fiori di campo. Di sapore secco e sapido. Si tratta di vini leggeri, delicatamente profumati, da accompagnare a stuzzichini salati. Si accosta gradevolmente agli antipasti leggeri e delicati ed alle insalate di mare. Si apprezza l'abbinamento con la tradizionale piadina romagnola con "squaquerone".

Il Trebbiano di Romagna DOC è un vino leggero, delicatamente profumato; al fine di apprezzarne al meglio le caratteristiche organolettiche, si consiglia di consumarlo giovane, entro l'anno di vita.
Servito a una temperatura tra i 7 e gli 8° C è un ottimo aperitivo per iniziare un pranzo, accompagnato da stuzzichini salati.
Accompagna piacevolmente antipasti leggeri e delicati ed insalate di mare.
Il matrimonio perfetto: con la tradizionale piadina romagnola e Squacquerone, il tipico formaggio fresco romagnolo.

Vitigno
Trebbiano Romagnolo: dall'85% al 100%, possono concorrere, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%, altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna.

Ricetta
Cappelletti di Magro
Dosi per 6 persone Ingredienti per il ripieno: 400 g di ricotta o di formaggio tenero, 200 g di parmigiano, 2 uova, un pizzico di noce moscata. Ingredienti per la sfoglia: 600 g. di farina, 6 uova. Amalgamate bene la ricotta in una terrina insieme agli altri ingredienti per il ripieno. Preparate quindi la sfoglia lavorandola finchè non sarà ben liscia. Tagliatela quindi in tanti quadrati e su ciascuno di essi ponete un mezzo cucchiaino di ripieno, richiudetelo a triangolo facendo ben aderire i bordi, quindi fate girare ciascun triangolo intorno ad un dito della mano e sovrapponete le due estremità. Cuocete in abbondante brodo di carne per qualche minuto.