Sangiovese di Romagna
Le sue origini sono avvolte dal mistero, a cominciare dal nome. Si dice che provenga da "Sanctus Zeus", il dio Giove dei Romani, mentre altri lo fanno derivare da Monte Giove o Colli Jovis, una collina nei pressi di Santarcangelo di Romagna.
Le prime notizie risalgono al lontano '600; si narra che durante un banchetto tenuto nel Monastero dei Frati Cappuccini in Santarcangelo di Romagna, alla presenza di Papa Leone XII, fu servito questo vino prodotto dagli stessi monaci.
Il vino fu molto apprezzato e ne fu chiesto il nome. Un monaco, con prontezza di spirito, disse che il vino si chiamava "Sunguis di Jovis" = Sangue di Giove (Sanjovese). Col passare degli anni, questo vino assunse a simbolo della terra di Romagna, grazie anche ad attenti ed intelligenti produttori.
Il Sangiovese è stato il primo vino romagnolo riconosciuto d.o.c. (9 luglio 1967) ed è tuttora il vino più noto della Romagna, territorio che è stato la culla di questo vitigno, che oggi, per importanza e diffusione rappresenta il simbolo della vitivinicoltura in Italia. Le sue origini sono però avvolte nel mistero, a cominciare dal nome. Si dice che provenga da "Sanctus Zeus", il Dio Giove dei Romani, mentre per altri deriva dal Monte Giove o Colli Jovis, una collina nei pressi di Santarcangelo di Romagna.

Abbinamenti a tavola
Sentori di viola e frutti rossi nelle versioni più giovani, leggermente speziato nella versione Riserva. Al gusto si presenta asciutto, armonico e leggermente tannico. Un vino che si accompagna ai primi conditi con ragù di carni, con arrosti misti e grigliate, con selvaggina e cacciagione, nonché con stracotti e brasati.

Ambasciatore della propria terra, il Sangiovese di Romagna DOC offre profumi di viole e prugne nelle versioni più giovani. Si abbina bene ad antipasti a base di salumi ed accompagna splendidamente tutti i primi piatti fatti in casa della tradizione romagnola: cappelletti, garganelli, tagliatelle, lasagne al forno, strichetti e maltagliati – conditi con sughi di carne. Il Sangiovese Superiore accompagna piacevolmente arrosti misti e grigliate, castrato e cosciotto d'agnello, selvaggina e cacciagione, nonché stracotti e brasati.

Vitigno
Sangiovese: dall'85% al 100%; possono concorrere, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%, altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione per la regione Emilia- Romagna.

Ricetta
Pollo alla cacciatora
Scaldate l'olio extravergine d'oliva in una padella e fate rosolare i pezzi di pollo per circa 10 minuti finché saranno dorati . A questo punto aggiungete la cipolla, l'aglio e le carote tritate, un pizzico di sale, il pepe ed il rosmarino lasciando soffriggere il tutto per altri 5 minuti. Sfumate con il Sangiovese e lasciatelo evaporare. Aggiungete quindi i pomodori, coprite con un coperchio e lasciate cuocere il tutto a fiamma moderata per almeno 30 minuti aggiungendo un po' di brodo, se necessario.